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LE FASI DEL PROCESSO

1) Preparazione
1a) Istruzioni creazione stampo
2) Vulcanizzazione
3) Taglio
4) Fusione
5) Centrifugazione
6) Raffredamento
7) Pulitura
8) Levigatura
9) Asciugatura
10) Smaltatura


PROCESSO TECNOLOGICO PER RIPRODURRE MINUTERIE METALLICHE MEDIANTE MATRICI DI GOMMA
1) PREPARAZIONE DEI MODELLI DA RIPRODURRE

1.1 La prima fase è quella della realizzazione di un modello ben rifinito possibilmente in metallo dorato o nichelato; il modello può anche essere in vetro pieno, in resina o plastica termoindurente. Si tenga presente che nella fase di "COPIATURA DEI MODELLI" si raggiunge la temperatura di 170/180°C e pressioni di 150-200 bar.

1.2 Si dovranno evitare difetti, irregolarità, porosità, incisioni o parole poco chiare, spessori o particolari troppo fini e tutte le inutili difficoltà che limiterebbero la durata della matrice rendendo così meno conveniente il lavoro.

1.3 Il modellista opererà con il banco di lavoro, mediante utensili a mano e a motore: tale attrezzatura servirà anche per eventuale ritocco della matrice ai siliconi in fase di fusione e poi per predisporre i pezzi fusi al passaggio nel vibratore.

1.a ISTRUZIONI PER CREAZIONI STAMPO



2) VULCANIZZAZIONE DELLA MATRICE AI SILICONI

2.1 Le fasi sono dettagliate nelle istruzioni per l'uso della macchina utilizzata.

2.2 Sarà utile verificare che la gomma si sia perfettamente vulcanizzata e i profili tra le 2 metà siano formati con precisione senza sbavature (dovute a pressione troppo bassa), o sdoppiature e eccessivo ritiro (dovuti a pressione troppo alta).

2.3 Oltre alle gomme l'operatore utilizzerà vulcanizzatore, staffa di formatura, guide di riferimento, talco e modelli ed eventualmente anime metalliche o di gomma.




3) TAGLIO DEI CANALI DI ALIMENTAZIONE NELLA MATRICE VULCANIZZATA

3.1 Con il bisturi si eseguono dei canali grandi verso il centro della gomma e molto più sottili a contatto con l'impronta lasciata dai modelli, al fine di avere un buon riempimento del metallo e un facile distacco dei pezzi prodotti.

3.2 Talvolta la dimensione del pezzo è tale che si deve tracciare un canale diretto dal centro: più spesso si eseguono dal centro 5-6 corti canali radiali, poi un canale circolare ed infine partenti da questo uno o più canali per ciascun pezzo; tra i vantaggi più interessanti sono il limitato arrivo delle scorie della lega nelle impronte e una superiore durata di queste.

3.3 Raramente basta tracciare i canali sulla sola parte inferiore della matrice mentre normalmente vengono eseguiti anche sulla parte superiore per facilitare lo scorrimento del metallo: si procede gradualmente in modo da ottenere il buon risultato in 3-4 colate.




4) FUSIONE DEL METALLO

4.1 Acceso il forno secondo le istruzioni d'uso della macchina, si regola la temperatura delle resistenze con pirometro automatico controlla che il metallo non si surriscaldi rendendo poroso e fragile qualsiasi pezzo fuso.

4.2 Poiché il metallo iniettato resta caldo a lungo e quindi deteriora la gomma rapidamente, sarà opportuno evitare di lasciare troppo a lungo la fusione nella matrice.

4.3 Le leghe di zinco e piombo/stagno non sono compatibili: evitare perciò di mescolare lingotti nuovi o residui di lavorazioni diverse. Soprattutto questi ultimi devono essere attentamente dosati con lingotti nuovi del medesimo tipo onde evitare grandi ed incontrollate esalazioni.

4.4 Vedere nella scheda "PASSAPORTO DELLA MACCHINA" cappa aspirante convogliatrice di esalzioni delle leghe Pb/Sn.




5) CENTRIFUGAZIONE DEL METALLO COLATO

5.1 Le centrifughe con colata manuale o i gruppi a iniezione automatica permettono di eseguire la produzione vera e propria mediante le matrici di gomma vulcanizzata.

5.2 La strumentazione consente di lavorare alle condizioni di volta in volta ottimali per questo o quel modello; a dimensioni molto differenti corrispondono, logicamente, tempi di raffredamento, velocità e pressione sulla gomma non uguali: le tabelle contenute nelle istruzioni di ciascuna macchina riguardano pezzi medi.

5.3 Ciascuna centrifuga pneumatica ha dispositivi elettrici di regolazione per il ciclo di lavoro: specialmente per i primi tempi di impiego sarà opportuno evitare di esasperare il ritmo delle centrifughe per non rischiare errori di manovra. Le macchine sono consegnate con regolazioni medie.

5.4 Poiché si tratta di macchine dotate di movimento sarà bene verificare ogni 15/30 giorni il corretto serraggio di bulloni, viti e strumenti nonché la presenza di olio e grasso nei punti necessari.




6) RAFFREDDAMENTO E ALTERNANZA MATRICI

6.1 Dopo che il metallo si è solidificato si leva la matrice dalla centrifuga. Per allungare la durata delle matrici si raffreddano per qualche minuto (tranne quelle che si usano con lega Pb/Sn) le facce di ciascun disco mediante banco di raffredamento facendo perciò lavorare altre matrici.

6.2 Per facilitare lo scorrimento del metallo, ogni 3 colate si deposita un velo di talco.




7) AVVIAMENTO DEI PEZZI FUSI ALLA PULITURA

7.1 Separata la colata dalla gomma, si esegue il distacco dai canali dei pezzi riprodotti.

7.2 In presenza di grosso residuo di canale o di rilevante bava si impiega la smerigliatrice con i nastri della finezza appropriata, per facilitare il successivo trattamento.




8) LEVIGATURA DEI PEZZI

8.1 La prima fase del trattamento superficiale automatico avviene con il vibratore (o buratto).

8.2 Il livello di sbavatura è in funzione del prodotto abrasivo e del tempo impiegato.




9) ASCIUGATURA DEI PEZZI

9.1 Finito il ciclo di abrasione i pezzi trattengono un po' di umidità che conviene eliminare con l'asciugatore.
Il ciclo con segatura è rapido e in meno di un'ora consente di presentare alla galvanica dei pezzi idonei a un ottimo trattamento; finiture eccezionali si ottengono introducendo ulteriori sostanze nella segatura.



10) SMALTATURA DEI PEZZI DORATI O NICHELATI

10.1 Dopo il trattamento galvanico appropriato (per la zama è indispensabile il trattamento di base con rame alcalino) si possono decorare i pezzi con i vari colori e quindi personalizzare il risultato.

10.2 Si dispongono i pezzi su un ripiano del forno (per pezzi dalla base irregolare usare opportuni supporti) e si preriscaldano mediante introduzione in forno o con passaggio di fiamma, o lasciandoli direttamente sul banco smalti a una temperatura di 30°C circa per una facile e pratica applicazione dei colori.

10.3 Si devono eseguire le miscele con buona precisione altrimenti le reazioni chimiche non riescono bene. Consultare attentamente la scheda tecnica con le avvertenze di preparazione e di applicazione.

10.4 Si introduce la miscela preparata nella siringa del dosatore e si applica agendo sul pedale, previa regolazione della pressione sul manometro del dosatore stesso.

10.5 La fase di essiccazione avviene nel forno per circa 60-90' e si deve ripetere per ogni colore che si desidera applicare sui pezzi senza bordino di separazione; se si sono formate delle bolle d'aria nei colori, prima di mettere a forno si passa rapidamente una fiamma per eliminare il vuoto ed avere una superficie regolare dei pezzi.

10.6 La smaltatura è un'operazione semplice ma importante al tempo stesso, poiché serve all'immagine finale del pezzo. Il controllo finale non deve trovare pezzi con grinze, spessori irregolari o punti mancanti.

 
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